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giugno 2004

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giovedì, giugno 24, 2004

"IL CINEMA È UN'INVENZIONE SENZA FUTURO"  (ANTOINE LUMIÈRE, 1895)

 

 

Titolo originale: Dopo Mezzanotte
Nazione: Italia

Anno: 2003

Genere: Romantico, Drammatico

Durata: 1h e 30m

Regia: Davide Ferrario

Sito ufficiale: www.medusa.it/dopomezzanotte

 


Cast: Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi, Fabio Troiano, Francesca Picozza

Produzione: Davide Ferrario

Distribuzione: Medusa

Data di uscita: 23 Aprile 2004

 

 

 

 

 

di Silvia Martino

 

Che dire? Un film semplice, delicato, capace di ricreare atmosfere d’altri tempi. La dimostrazione che esiste ancora un cinema d’autore, fatto soprattutto d’immagini che dicono più di tante parole e che non necessitano di effetti speciali. Un film a basso budget, realizzato in digitale ad alta definizione, poche le comparse, tre gli attori principali e al centro di tutto una città conosciuta nel mondo come una delle città magiche per eccellenza , appartenente sia al cosiddetto triangolo della magia bianca (con Praga e Lione) che a quello della magia nera (con Londra e San Francisco): Torino. Questa volta però la sua magia proviene da un luogo molto particolare: il Museo del Cinema, la Mole Antonelliana.

Martino (Giorgio Pasotti) è il guardiano notturno della Mole. Il suo però non è solo un lavoro. Dopo mezzanotte, infatti, Martino rende quel luogo proprio, gli dà vita, passa la notte a guardare vecchi film del cinema muto per poi addormentarsi in una sorta di appartamento che lui stesso ha ricavato da un locale vuoto e che ha “arredato†come avrebbe fatto il suo “eroeâ€, Buster Keaton. E’ un ragazzo di poche parole, abituato a osservare la realtà attraverso una vecchia cinepresa a manovella e innamorato di una cameriera di un fast-food, Amanda (Francesca Inaudi). "Amanda desidera una vita migliore di quella che ha, ma si accontenta di sognarla giorno dopo giorno… un atteggiamento piuttosto comune", così Silvio Orlando, voce fuori campo, nonché narratore della vicenda, descrive la protagonista femminile, che, una notte, cacciatasi in un brutto guaio e inseguita dalla polizia è costretta a rifugiarsi nella Mole. E’ così che la sua vita intreccia quella di Martino ed è da questo momento in poi che Davide Ferrario, filmmaker indipendente, regista, sceneggiatore e produttore del film, riesce a regalarci momenti unici, dotati di estrema leggerezza e gentilezza, capaci di colpire per la delicatezza che li accompagna. Dopo mezzanotte è un po’ fiaba, è una vera storia d’amore, di quelle che forse non si sentono più, semplici, sincere, che molti desidererebbero vivere, ma è anche più storie d’amore: è amore per il cinema (e un po‘ anche The Dreamers), è amore tra Martino e Amanda … tra Angelo e Amanda … sì, perché Amanda quando incontra il “suo“ solitario e goffo guardiano è la “non“ certo felice ragazza dell’Angelo (Fabio Troiano), dongiovanni convinto, piccolo delinquente della Falchera che si guadagna da vivere rubando auto. Così lei, che fino a quel momento aveva vissuto nella consapevolezza di amare senza essere ricambiata allo stesso modo, si ritrova a dover fare una scelta. Deve scegliere tra due uomini diversi, due storie diverse, tra chi l’ha amata ma tradita e chi, invece, sembra aver appena conosciuto una nuova emozione, la purezza e la naturalezza dei sentimenti. Un film che aiuta a riflettere, che pone delle domande attraverso la visione e l’incontro di tre diverse tipologie di persone: il solitario e schivo Martino, dall’animo buono; il tombeur de femmes, abituato a tenere sotto controllo la “sua†donna e l’insoddisfatta ragazza di periferia, in cerca di una vita differente.

Qualcosa di veramente nuovo nel panorama cinematografico italiano, ultimamente impegnato in storie di famiglie disastrate, scontente, disilluse … qualcosa capace di regalarci ancora un sorriso, dolce e malinconico, dimostrazione che la bellezza sta nella semplicità.



Postato da: mcrissi alle 12:20 | link | commenti (6) |

lunedì, giugno 14, 2004

 

TROY:

 

Anno: 2003

Data di uscita: 21/05/2004

Durata: 2h e 45m

Genere: Avventura, Azione

Distribuzione: Warner Bros Italia

Regia: Wolfgang Petersen

Sceneggiatura: David Benioff

Fotografia: Roger Pratt

Musiche: Gabriel Yared

Scenografie: Nigel Phelps

 

Altri film del regista:

 

2004 Troy

2000 La tempesta perfetta

1997 Air Force One

1995 Virus letale

1993 Nel centro del mirino

1985 Il mio nemico

1984 La storia infinita

1980 U-Boot 96

 

 

 

 

LA GUERRA DI TROIA COME LEGGENDA FANTASY

 

ANCHE WOLFGANG PETERSEN TROVA IL SUO TALLONE DI ACHILLE

 

 

di Cristina Pagano

 

Nel 1193 a.C. il principe Paride di Troia si innamora e rapisce la bella Elena al marito Menelao, re di Sparta. Sarà la causa scatenante di una sanguinosa guerra, che vedrà l'eroe Achille, ribelle e sprezzante con il suo re Agamennone e con gli Dei, a capo dell'armata greca, contro il principe Ettore, a capo delle forze di Troia.

Ma quando Ettore uccide il giovane cugino di Achille, Patroclo, scambiandolo per lui, questi lo sfida a duello e lo uccide.

Senza il loro comandante i troiani cadono nell'inganno del Cavallo grazie al quale i Greci si introducono nella città e compiono una strage. Ma Achille resta vittima delle frecce di Paride, prima che questi si metta in salvo con la sua donna, la moglie di Ettore ed un manipolo di superstiti fra cui il giovane Enea.

In queste righe sovrastanti viene racchiusa la trama del film. E nel film non viene racchiusa la trama dell’Iliade. Certo una richiesta assai audace per Wolfgang Petersen che si ritrova al pari delle imprese del ‘Piè veloce’ Achille nella conquista della spiaggia dell’Ila che, dai dieci anni che doveva durare, sembra ne duri ben tre minuti di film. Sedendomi sulle poltrone del comodo cinema Pathè del Lingotto di Torino non mi aspettavo di trovare un Kolossal come fu a suo tempo Spartacus ma avrei preferito di gran lunga non vedere la sorte degli eroi di Omero e dei suoi Dei stravolta per esigenze di copione. Direi piuttosto che Petersen ci pone di fronte ad una visione fantasy della guerra di Troia, ispirandosi certo ai valori ellenistici di gloria e immortalità e onore, ma tramutandoli nell’immagine della conquista ben interpretata da Brad Pitt.

Il sex-symbol per eccellenza riesce a coniugare in queste scene seduzione e perfezione, determinazione e arroganza con una buona interpretazione superata solo da Peter O’Tool che realizza un Priamo d’eccellenza, al massimo del suo splendore nel duetto interpretativo con Brad Pitt a cui chiede il corpo trucidato di Ettore.

L’ossessione del film è quella di Achille, la gloria e l’immortalità. La ricerca dell’uomo, così attuale e classica ma che si consuma solo nel momento della sua morte, quando il suo onore si alimenterà del suo gesto finale nel salvare Briseide. Presentato fuori concorso al 57esimo festival di Cannes.

Postato da: mcrissi alle 22:12 | link | commenti (1) |